Nuevo Sol Rebelde

Organización: La Otra Cooperativa.

Lugar de transmisión: Santa Elena, Peten, Guatemala

Año de Fundación: 2016

El inicio de las transmisiones de esta radio por internet marca un momento de consolidación de la Otra Cooperativa como espacio de proyectos de comunicacion. La posibilidad de grabar, editar y producir programas, cápsulas y entrevistas se vuelve una realidad y refuerza el trabajo de comunicacion comunitaria que hacia estado transmitiéndoselo en vivo en la radio Xayaksche. Ahora, seria posible enlazar la señal de esta radio por internet sin tener que trasladarse a la cabina y ser repetida por la estación en su frecuencia de FM

La Radio Un Nuevo Sol Rebelde, Cuenta con un blog donde se publican las notas periodísticas, los programas de radio y los reportajes especiales de la organización. En la pagina de la red Mesoamericana puedes escuchar sus transmisiones y descargar las producciones navegando en su categoría.

Escucha las transmisiones en vivo desde Peten región norte de Guatemala.

Horario de transmisión:

Programación:

LunesMartesMiércolesJuevesViernesSábadoDomingo
10:00-11:00Un nuevo
sol rebelde
11:00-12:00
12:00-13:00
13:00-14:00Vivas nos
queremos
14:00-14:30La otra noticia

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Producciones:

  • Discriminación Por Orientación Sexual e Identidad de Género

    OACNUDH: “Todos los seres humanos nacen iguales en dignidad y derechos, y por ello son titulares de todos los derechos humanos sin ningún tipo de discriminación. El Derecho
    Internacional de los derechos humanos se rige bajo estos principios y los mecanismos
    encargados de protegerlos, han ido avanzando en el reconocimiento de los derechos
    que tienen las personas lesbianas, gays, bisexuales, transgénero e Intersex (LGBTI)”

    Te invitamos a escuchar y compartir el siguiente material radiofónico:

  • I PROBLEMI AMBIENTALI, SOCIALI ED ECONOMICI CAUSATI DALLE AZIENDE PRODUTTRICI DI OLIO DI PALMA A SAYAXCHÉ, PETÉN
    [Foto: le piantagioni di palme africane circondano le comunità indigene nel comune di Sayaxché, Petén]

    Le strategie di espropriazione, criminalizzazione e persecuzione politica messe in atto dalle aziende produttrici di olio di palma sono riuscite a garantire l’accaparramento delle terre ancestrali nella regione.

    Il municipio di Sayaxché “è composto da 158 comunità organizzate in 10 microregioni, compresa la zona centrale dove si trova il capoluogo”, secondo il Piano di Sviluppo di Sayaxché.

    È un municipio in cui prevale la popolazione indigena, secondo i dati del XII Censimento nazionale della popolazione e del VII Censimento delle abitazioni, realizzati nel 2018.

    Le comunità sono organizzate in uffici ausiliari del sindaco provinciale e vengono rappresentate dai presidenti dei comitati di sviluppo comunitario (COCODE). Sono 10 quelli che compongono il consiglio municipale di sviluppo (COMUDE) insieme alle altre autorità municipali.

    Le aziende produttrici di palma africana si sono espanse attraverso l’accaparramento di terreni per le piantagioni di palma da olio in monocoltura in Guatemala.

    Storia della contaminazione ambientale in Petén e Alta Verapaz, causata dalle aziende produttrici di olio di palma.

    [Foto: ecco il fiume La Pasión, dove è avvenuto l’ecocidio nel 2015, un fiume di grande importanza commerciale e di sussistenza per gli abitanti della provincia. Foto di Rosa Leonardo]

    L’ecocidio di Sayaxché è stato descritto dalle Nazioni Unite come un “disastro ecologico”.

    Da alcuni anni, le aziende produttrici di palma da olio di Sayaxché, nel Petén, stanno espropriando le comunità dei loro territori, ingannandole, criminalizzando i leader comunitari che difendono i loro diritti umani, contaminando e deviando i fiumi che servono a rifornire di acqua per il consumo quotidiano le comunità che vivono nella provincia.

    Nel 2015 si è verificato un ecocidio, con mortalità dei pesci e distruzione della fauna acquatica, causato dall’impresa Reforestación de Palma de Petén S.A. (REPSA), che ha provocato gravi danni ambientali nelle comunità di Sayaxché, mettendo a rischio la sopravvivenza dei suoi abitanti.

    Questo caso è stato denunciato da diverse organizzazioni comunitarie e attivisti, tra cui il professor Rigoberto Lima Choc, leader comunitario, abitante della comunità di Champerico nella provincia di Sayaxché, che dopo aver denunciato pubblicamente REPSA come azienda responsabile della contaminazione ambientale, è stato assassinato davanti al giudice di pace.

    Si presume che l’omicidio sia dovuto alla repressione contro i denuncianti, per mettere a tacere le voci e instillare la paura nelle comunità, poiché questa persona “era considerata un personaggio chiave nel caso”, secondo il giornale digitale Prensa Comunitaria.

    [foto: immagine estratta]

    Il 20 marzo 2017, un’altra contaminazione del fiume San Román, a Chisec Alta Verapaz, è stata denunciata dai membri della comunità e dai tecnici del Consiglio Nazionale delle Aree Protette (CONAP), contaminazione e mortalità dei pesci che hanno colpito le comunità di Esperancita del Río, Tierra Blanca e altre comunità circostanti; a Sayaxché, la contaminazione è confluita nel fiume Salinas, al confine tra Guatemala e Messico. In questo caso, sono state trovate sei specie di pesci morti, un fatto che le comunità di Chisec, Alta Verapaz e Sayaxché Petén addebitano allo straripamento dei bacini di ossidazione dell’impianto di estrazione Industrias Chiquibul S.A.

    Nel marzo 2018, la Reforestadora de Palmas de Petén (REPSA) ha nuovamente sversato acqua contaminata nel fiume La Pasión, fatto documentato dalla Procura della Repubblica guatemalteca, lasciando morire pesci, granchi e tartarughe. Diversi membri delle comunità circostanti hanno denunciato questa contaminazione.

    Le aziende produttrici di palme sono sostenute dallo stato guatemalteco, che avvantaggia solo le aziende con grandi estensioni di terra, trascurando il disaccordo delle comunità indigene di Sayaxché.

    [foto: contadini indigeni criminalizzati dalle compagnie di olio di palma, che resistono e denunciano le violazioni dei diritti umani commesse contro di loro]

    Nel 2020, c’è stato uno sgombero dalla comunità di Santa Elena, nel Río Salinas, dove un forte contingente della Polizia Civile Nazionale è arrivato nella comunità, ha chiuso le famiglie nelle loro case in modo che nessuno potesse uscire e ha potuto eseguire mandati di arresto contro i leader della comunità.

    L’azienda produttrice di palma da olio, Industrias Chiquibul S.A., ha richiesto un mandato d’arresto nel novembre 2020 contro quattro membri della comunità di Santa Elena Río Salinas, incarcerati e accusati di detenzione illegale di armi, usurpazione aggravata ed estorsione, in risposta alle proteste per la richiesta di benefici lavorativi e pagamenti dignitosi per il lavoro svolto all’interno dell’azienda. Le aziende produttrici di palme, oltre a tutti i problemi ambientali, causano anche lo sfruttamento della manodopera: sia gli uomini che le donne sono costretti a lavorare per molte ore con una scarsa retribuzione per il loro lavoro.

    Un membro della comunità commenta:

    Sono un difensore e un amico di diverse comunità, ho difeso i diritti dei lavoratori perché il pagamento che davano alla gente era di 20-25 qtz lavorando tutto il giorno, alcuni dell’azienda industriale Chiquibul ci hanno accusato di ribellione, la direttrice dell’azienda di allora che era Ana Patricia Andino ha detto che le persone della zona locale costavano molto e che avrebbero fatto meglio a portare gente da fuori“.

    È stato dimostrato che le aziende produttrici di palma da olio violano i diritti umani, in particolare quelli delle popolazioni indigene che sono state allontanate dalle loro comunità.

    Queste aziende attuano strategie per appropriarsi illegalmente delle loro terre, abbattono grandi estensioni di foreste tropicali, consumano grandi quantità di acqua, contaminano i fiumi da cui le comunità del comune di Sayaxché attingono quotidianamente, inquinano con fertilizzanti chimici e criminalizzano i leader delle comunità quando difendono il diritto ad avere una vita dignitosa nelle loro comunità.

    Le aziende produttrici di palma da olio a Sayaxché continuano a criminalizzare i leader delle comunità della zona, dove continuano a vessarli, comprando la volontà delle comunità stesse, assumendo persone per mantenere e informare le aziende, un modo per mantenere il controllo nelle comunità” (membri della comunità)

    [foto: Río Salinas è un fiume che attraversa la comunità di Santa Elena, negli abitanti di detta comunità, la sussistenza dipende da ciò che il fiume fornisce loro]
  • CRIMINALIZACIÓN, DESALOJOS FORZADOS Y VIOLENTOS SUFREN LAS FAMILIAS DE SE´INUP´, EL CHAL, PETÉN.
    https://youtu.be/vazQKHRb_jE

    Un aproximado de 53 familias que habitan la comunidad de Se´inup´, ubicada en el Municipio del Chal, Petén, han quedado en condiciones extrema de pobreza, debido a las violaciones a sus derechos humanos, el 30 de septiembre sus casas fueron quemadas, junto a sus animales domésticos y pertenencias personales, por otra parte, el 15 de diciembre del año 2022, nuevamente sufrieron desalojo forzado y violentos, nuevamente quemaron sus casas y pertenencias personales. Según versión de vecinos, toda esta situación de violencia y orden de desalojo es ejecutada por personas particulares en acompañamiento de la Policía Nacional Civil, en contubernio con los jueces que dictan orden de desalojos arbitrarios.

    En esa comunidad hay mujeres, hay niñez que sufren las secuelas de violencias, las madres han declarado que los niños viven con miedo profundo y que a la media noche se despiertan llorando, ellas no entienden porqué sufren tanto sus familias, el Estado debe tonar cartas en el asunto, poner un alto a la violencia que viven estas familias y enjuiciar a los responsables de dichos crímenes.

    Se exige justicia, que cese la criminalización a personas indígenas en condiciones más vulnerables.

  • Comunidad Se´inup´ ubicada en el Chal, Petén sigue con represión y criminalización

    El día de hoy 15 de diciembre del año 2022, personas indígenas de la comunidad Se´inup´ ubicada en El Chal fue nuevamente criminalizada.

    Desde horas de la mañana se hicieron presente al lugar personas particulares en acompañamiento de autoridades y según relatan los pobladores, les prendieron fuego a sus chozas construidas de manaco, quemando nuevamente sus pertenencias personales.

    El pasado 30 de septiembre la comunidad fue desalojada y quemada sus pertenencias.

  • PROBLEMÁTICAS AMBIENTALES, SOCIALES Y ECONÓMICAS, SON OCASIONADAS POR EMPRESAS PALMERAS EN SAYAXCHÉ, PETÉN.
    Plantaciones de palma africana rodea las comunidades indígenas en el municipio de Sayaxché, Petén.

    Las estrategias de despojo, criminalización y persecución política, que usan las empresas palmeras, les ha funcionado para el acaparamiento de tierras en Petén.

    El municipio de Sayaxché “Se encuentra conformado por 158 comunidades organizadas en 10 micro-regiones contando el área central, donde se ubica la cabecera municipal, según Plan de Desarrollo Sayaxché.

    Es un municipio donde predomina la población indígena, según datos del XII censo Nacional de Población y VII vivienda, realizado en el 2018.

    Las comunidades están organizadas por alcaldías auxiliares, son representadas por el presidente de los comités comunitarios de desarrollo (COCODES) y hay 10 que conforman el consejo municipal de desarrollo (COMUDE) juntamente con las autoridades municipales.

    Las empresas de palma africana han expandido mediante el acaparamiento de tierra, para la siembra del monocultivo de palma aceitera, en Guatemala.

    Antecedentes de contaminación ambiental en Petén y Alta Verapaz, ocasionados por empresas palmeras.

    Este es el Río La Pasión, donde sucedió el ecocidio en el año 2015, el río de gran importancia tanto comercial como de subsistencia para los habitantes de dicho municipio. Año 2022, foto: Rosa Leonardo.

    El ecocidio en Sayaxché, la Organización de Las Naciones Unidas (ONU) lo calificó como un “desastre ecológico”.

    Desde hace algunos años las empresas de palma aceitera en Sayaxché, Petén, han despojando a las comunidades de sus territorios, con engaños, criminalizando a los líderes comunitarios que defienden sus derechos humanos, contaminando y desviando los ríos que sirven para abastecer de agua de consumo diario a las comunidades, que viven alrededor del municipio.

    En el 2015 hubo un ecocidio, dejando una mortandad de peces y destrucción de fauna acuática, hecho causado por la empresa de Reforestación de Palma de Petén S.A. (REPSA) esto ocasionó fuerte daños ambientales en las comunidades de Sayaxché, puso en peligro la supervivencia de sus habitantes.

    Este caso fue denunciado por varias organizaciones comunitarias, incluyendo al profesor Rigoberto Lima Choc, líder comunitario, habitante en la comunidad Champerico, de ese municipio, quien después de haber denunciado públicamente a la empresa REPSA, de ser la responsable de dicha contaminación ambiental, fue asesinado frente al Juzgado de Paz, en Barrio el Centro en Sayaxché, en ese mismo año 2015, se presume que el asesinato se debe a la represión en contra de los denunciantes, para acallar las voces e insertar el miedo en las comunidades, pues esta persona “era catalogado como una pieza clave en el caso”, según el medio digital, Prensa Comunitaria.

    Imagen extraída

    El 20 de marzo del 2017, sucedió otra contaminación del Río San Román, en Chisec Alta Verapaz, este echo fue comprobado por comunitarios y técnicos del Consejo Nacional de Áreas Protegidas (CONAP) contaminación y mortandad de peces que afectó a la comunidad Esperancita del Río, Tierra Blanca y otras comunidades aledañas, en Sayaxché, la contaminación desembocó en Río Salinas, Frontera con Guatemala y México. En este caso se comprobó seis especies de peces muertos, hecho que las comunidades de Chisec, Alta Verapaz y Sayaxché Petén, según versión de comunitarios, quienes presenciaron la mortandad de peces, contaron que se debió al rebalse de las lagunas de oxidación de la planta extractora de la empresa Industrias Chiquibul S.A.

    En marzo del 2018, Reforestadora de Palmas de Petén (REPSA), volvió a derramar aguas contaminadas al Río la Pasión, hecho que documento el Ministerio Público, sobre las aguas del Río, dejando mortandad de peces, cangrejos, tortugas muertas, varios comunitarios denunciaron esta contaminación. Estas empresas de palma son respaldadas por el estado de Guatemala, quién solo beneficia a las empresas palmeras con grandes extensiones territoriales, dejando por un lado la inconformidad de las comunidades indígenas de Sayaxché.

    Campesinos indígenas, criminalizados por empresas de palma aceitera, quienes resisten y denuncian las violaciones de derechos humanos ocasionados en su contra.

    Durante el año 2020, hubo un desalojo de la comunidad Santa Elena, Río Salinas, donde un fuerte contingente de la Policía Nacional Civil, llego a la comunidad, encerraron a las familias en sus viviendas para que nadie saliera y así pudieran ejecutar ordenes de captura en contra de líderes comunitarios.

    La empresa de palma aceitera, Industrias Chiquibul S.A., durante el mes de noviembre del año 2020, emitió orden de captura en contra de cuatro comunitarios de Santa Elena Río Salinas, fueron encarcelados y acusados de detención ilegal, usurpación agravada y extorsión, este echo sucedió cuando ellos exigían prestaciones laborales y pagos dignos por el trabajo que habían realizado dentro de la empresa. Las empresas palmeras, además de todas las problemáticas ambientales, también causa explotación laboral, tanto a hombres como a mujeres les exigen jornadas laborales extensas con poco pago por mano de obra.

    Un comunitario comenta:

    Yo soy defensor y amigo de varias comunidades, defendía los derechos laborales de los trabajadores porque el pago que le daban a la gente era de Q.20.00 a Q.25.00 trabajando todo el día, varios de la empresa industrial Chiquibul, nos acusaron de Rebeldía, la gerente de la empresa en ese momento que era Ana Patricia Andino, decía que la gente del área local cobraba caro, y que mejor iban a traer gente de afuera”

    Con todo esto, está comprobado que las empresas de palma aceitera, violentan los derechos humanos, sobre todo de personas indígenas, quienes han sido desplazados de comunidades.

    Estas empresas implementan estrategias para apropiarse de manera ilegal de sus tierras, talan grandes extensiones de bosques tropicales, consumen agua en grandes cantidades, contaminando los ríos de los cuales las comunidades del municipio de Sayaxché se abastecen para el consumo diario, contaminando con fertilizantes químicos, criminalizando a líderes comunitarios, cuando defienden sus derechos para tener una vida digna en sus comunidades.

    Las empresas de palma aceitera de Sayaxché, siguen con la criminalización de líderes de las comunidades que se encuentran en el área, donde siguen persistiendo hostigamiento, comprando voluntades dentro de las mismas comunidades, contratando gente para que mantengan e informen a las empresas, una forma de mantener control en las comunidades” (Comunitarios).

    LA TIERRA NO NOS PERTENECE, NOSOTRXS PERTENECEMOS A LA TIERRA

    Río Salinas, es un río que tiene paso por la comunidad Santa Elena, en los habitantes de dicha comunidad, la subsistencia depende de lo que el río les provee.